Ogni anno, a fine stagione, atleti, genitori e tecnici si chiedono la stessa cosa: è migliorato abbastanza? Un ragazzo di 13 anni che toglie mezzo secondo sui 60 m sembra un fenomeno; uno di 17 che ne toglie cinque centesimi sembra fermo.
Spesso sono tutti e due nella media. Per giudicare un anno bisogna sapere quanto si migliora, di solito, a quell’età: altrimenti si premia chi sta crescendo e si scoraggia chi sta già lavorando bene.
Questo studio norvegese dà proprio questo: il miglioramento medio, anno dopo anno, dei giovani più forti dagli 11 ai 18 anni, nella corsa e nei salti.
- Il guadagno di un anno cala molto con l’età.
- Nei ragazzi il salto più grande arriva tra 12 e 13 anni, nelle ragazze già tra 11 e 12.
- A 17 anni anche un miglioramento dell’1% è un buon anno.
Studio: Tønnessen e colleghi, 2015, PLoS One 10(6): e0129014. Fase del Ciclo: 4, Analizzare.
Cosa dice
Lo studio stima quanto migliorano in media, anno dopo anno, i giovani più forti tra gli 11 e i 18 anni. Sui 60 m i ragazzi guadagnano il 5,8% tra 12 e 13 anni e lo 0,7% tra 17 e 18. Nelle ragazze il guadagno più grande arriva prima, il 4,0% tra 11 e 12 anni, e poi cala fino allo 0,2% tra 17 e 18.

Dati dalla tabella 1 dello studio.
Fino a 12 anni ragazzi e ragazze vanno quasi alla pari; poi la differenza cresce, fino al 10–18% a 18 anni. Vale per tutte le discipline dello studio: 60 m, 800 m, lungo e alto.
Nei ragazzi il guadagno più grande arriva tra 12 e 13 anni nella corsa e tra 13 e 14 nei salti. E dagli 11 ai 18 anni nei salti si migliora circa il doppio che nella corsa.

Su chi è stato fatto
I 100 migliori atleti norvegesi di sempre per ogni età, dagli 11 ai 18 anni, con il loro miglior risultato di ogni stagione. Per i 60 m sono 408 ragazzi e 369 ragazze, con tempi solo elettrici e vento regolare.
Cosa cambia in campo
Un anno va letto con l’età in mano: lo stesso miglioramento è poco a 13 anni e molto a 17. Per questo in Tekna Dok la stima a un anno parte da questa tabella, letta sull’età biologica: chi matura più tardi legge la riga di un’età più giovane.
Cosa non dice
È una media calcolata sui migliori, non la strada di ogni atleta. Parla dei 60 m e non dei 100, di giovani di un solo Paese, e si ferma a 18 anni.
Lo studio
Tønnessen E, Svendsen IS, Olsen IC, Guttormsen A, Haugen T. Performance development in adolescent track and field athletes according to age, sex and sport discipline. PLoS One 10(6): e0129014, 2015. Si legge libero, in inglese.
Collegato a: L’età che conta è quella del corpo e Analisi, «Dove possiamo arrivare?».
