Alla partenza di una gara giovanile i ragazzi hanno la stessa età sul documento, ma non lo stesso corpo. Uno ha quasi finito di crescere, un altro deve ancora cominciare. Chi è più avanti nello sviluppo è più alto, più pesante e più forte, e in gara si vede.
È il paradosso della linea di partenza: il cronometro misura insieme l’allenamento e la crescita, e non dice quanto pesa ciascuno. Un tempo fatto a 13 anni racconta dove è l’atleta oggi, non dove arriverà. Per questo un risultato giovanile va letto con accanto l’età del corpo, e chi oggi arriva dietro non è per forza meno promettente.
In questa lettura mostriamo quanto può essere grande la differenza tra coetanei, come si stima l’età biologica con un metro e una bilancia, e dove questa stima sbaglia.
- Il picco di crescita arriva in media verso i 14 anni nei ragazzi e verso i 12 nelle ragazze, ma con anni di differenza da una persona all’altra.
- Si stima con età, statura e altezza da seduto, con un errore di circa mezzo anno.
- La stima tira tutti verso la media: sposta più tardi i precoci e più presto i tardivi.
Studio: Kozieł e Malina, 2018, Sports Medicine 48(1): 221–236. Fasi del Ciclo: 3, Misurare, e 4, Analizzare.
Cosa dice
Gli autori hanno messo alla prova le equazioni più usate per stimare quando arriva il picco di crescita: quella di Mirwald e le più recenti di Moore. Le hanno confrontate con il picco vero, ricavato misurando gli stessi ragazzi ogni anno.

Curve disegnate dalla media e dalla deviazione standard del campione dello studio.
Nel campione il picco arriva in media a 14,1 anni nei ragazzi e a 11,9 nelle ragazze, con una deviazione standard di circa un anno. Vuol dire che a 13 anni c’è chi il picco l’ha già passato e chi lo aspetta ancora: tra due coetanei la distanza può superare i due anni.
Le equazioni funzionano bene per i ragazzi nella media, entro un anno dal picco. Per le ragazze una finestra così chiara non c’è. Con i precoci e i tardivi, invece, sbagliano sempre nello stesso verso: il picco stimato arriva più tardi del vero nei precoci e più presto nei tardivi.

Su chi è stato fatto
Il Wrocław Growth Study, in Polonia: 193 ragazzi seguiti dagli 8 ai 18 anni e quasi 200 ragazze dagli 8 ai 16, misurati ogni anno dal 1961 al 1972. Le equazioni più recenti erano nate su ragazzi canadesi: questo è un controllo su un gruppo diverso.
Cosa cambia in campo
Prima di confrontare due ragazzi, o di leggere un tempo, conviene sapere a che punto è il loro corpo. Basta misurare con cura statura, altezza da seduto e peso due volte l’anno, con un metro e una bilancia.
Con i più precoci e i più tardivi la stima va presa con prudenza: chi sembra nella media potrebbe essere più avanti o più indietro. Una stima sola cambia parecchio da una misura all’altra, quindi conta seguirla nel tempo e guardare quando la crescita accelera davvero.
In Tekna Dok l’età biologica serve a leggere la crescita attesa e i miglioramenti: resta una stima, e la decisione è del tecnico.
Cosa non dice
Non dice quanto vale un atleta né quanto diventerà forte: riguarda solo i tempi della crescita. È stato fatto su ragazzi polacchi di sessant’anni fa, e i tempi della crescita possono non essere gli stessi altrove.
Lo studio
Kozieł SM, Malina RM. Modified maturity offset prediction equations: validation in independent longitudinal samples of boys and girls. Sports Medicine 48(1): 221–236, 2018. Si legge libero, in inglese.
Collegato a: Quanto migliora un giovane in un anno? e Analisi.
