Metodo
Test e misure
Misurare serve a capire se si sta migliorando, non a dare un voto.
Un test è una domanda precisa, fatta al corpo dell’atleta e ripetuta nel tempo. Il confronto che conta è con se stesso: ciò che poteva fare ieri, ciò che può fare oggi.
1
Scegliere la domanda
Prima si decide cosa si vuole sapere, poi si sceglie il test. Ogni specialità ha le sue domande.
Velocità
100 m, uscita dai blocchi, 30 m lanciato, salti, forza massima.
Mezzofondo
Test di 5 o 6 minuti, crono su distanza, 30 m lanciato, salto.
Salti
Velocità di rincorsa, salto in caduta, balzi, salti su una gamba.
Lanci
Palla medica, lungo da fermo, salto, presa, forza massima.
Esempi di batterie di inizio preparazione: si cambiano secondo la persona.
2
Farlo sempre allo stesso modo
Lo stesso salto misurato con strumenti diversi dà numeri diversi. Per questo ogni risultato porta con sé il modo in cui è stato misurato, e si confronta solo con misure fatte allo stesso modo.
- Stesso strumento Metro e cronometro, fotocellule, sensori, video, dinamometro: si parte da ciò che si ha, e lo si tiene.
- Stesse condizioni Stessa partenza, stessa altezza di caduta, stesso attrezzo.
- Stesso protocollo Quanti tentativi e quanto recupero sono scritti nella batteria.
3
Ripetere al momento giusto
Una batteria completa a inizio preparazione fotografa il punto di partenza. Durante la stagione bastano pochi test brevi, ogni una o due settimane, e almeno all’inizio e alla fine di ogni mesociclo: dicono se il lavoro sta funzionando.
4
Distinguere il miglioramento dal rumore
Ogni test ha un errore: due prove buone, lo stesso giorno, non danno mai lo stesso numero. Un cambio conta solo se è più grande di questo rumore. Nel salto con contromovimento l’errore è intorno al 2,4%: su un salto di 40 cm, un centimetro in più può non voler dire nulla.
5
Passare dai numeri al profilo
Presi da soli, i test dicono poco. Insieme raccontano le qualità dell’atleta: forza, esplosività, reattività, partenza, accelerazione, velocità, resistenza. Si confrontano con la sua storia e con i riferimenti della sua categoria, per capire dove è forte e dove può guadagnare.
6
Restituire il dato
Il dato torna ad atleta e tecnico come materiale di lavoro, con parole chiare. La condivisione la decide il coach, mai in automatico: i dati degli atleti, spesso minorenni, si trattano con cura.
Con Tekna Dok
Batterie, tentativi e risultati si raccolgono in campo, con gli strumenti o a mano. Dok salva come è stata fatta ogni misura, segnala se un cambio è vero o dentro il rumore, e trasforma i test nel profilo dell’atleta.



Cosa dice la scienza
L’errore tipico di un test si ricava da prove ripetute, e un cambio va letto rispetto a quell’errore. Vale anche per lo sprint: conta conoscere l’errore e il cambio minimo dello strumento che si usa. Nel salto con contromovimento, per seguire lo stato dell’atleta, la media dei salti è più sensibile del migliore.
Fai già dei test con i tuoi atleti?
Raccontaci come li fai: partiamo da lì.
